Revenue management negli hotel stagionali: cosa dice la ricerca

Abbiamo esaminato 45 studi, soprattutto su località italiane e hotel indipendenti. Ecco cosa dicono, situazione per situazione.

Il revenue management è il modo in cui un hotel decide prezzi e disponibilità delle camere notte per notte, in base a quanta domanda c'è. Chi gestisce un hotel stagionale al mare prima o poi se lo chiede: funziona davvero? E funziona anche per un hotel indipendente, senza una catena alle spalle?

Per rispondere abbiamo esaminato 45 tra studi scientifici e tesi di laurea, cercando soprattutto le ricerche su località italiane e su hotel indipendenti, perché sono le più vicine alla realtà dell'Alto Adriatico. In questa pagina raccontiamo cosa abbiamo trovato, una situazione alla volta, e cosa significa per un hotel come il tuo.

La risposta breve è questa: adattare i prezzi alla domanda fa guadagnare di più, ma molti hotel italiani, soprattutto quelli piccoli e indipendenti, tengono ancora i prezzi fermi per settimane. È lì che resta più margine. Quanto se ne può recuperare dipende dal punto di partenza di ogni struttura.

Una nota di trasparenza: OltreNova offre servizi di revenue management. Le sintesi degli studi sono nostre; in fondo alla pagina trovi tutte le fonti citate, per verificarle.

Sei cose da sapere

Il punto di partenza

Molti hotel italiani tengono il prezzo fermo

Dalle isole alla Riviera romagnola, molti hotel fino a 3 stelle non cambiano il prezzo per settimane.

Il vantaggio

Chi segue la domanda incassa di più

È il risultato più coerente tra gli studi. Nelle grandi catene vale in genere dal 2% al 5% di ricavi in più.

Bassa stagione

Riempire conta più dello sconto

Nei periodi deboli il vantaggio arriva soprattutto dall'occupazione. Abbassare il prezzo, da solo, porta pochi clienti in più.

Alta stagione

Il rischio è vendere troppo basso

Nelle settimane di punta la domanda c'è comunque: un prezzo basso lascia soldi sul tavolo.

Sotto data

I piccoli hotel scontano troppo

A Venezia e a Milano i piccoli indipendenti tendono a scontare all'ultimo minuto, proprio quando potrebbero far valere la propria qualità.

L'ospite

Il prezzo che cambia va bene, se si capisce

Su quasi 1.000 hotel italiani, a pesare sono le differenze di prezzo poco chiare, non i cambi durante la prenotazione.

Da dove partono molti hotel italiani

Il primo dato che colpisce è quanto sia ancora diffuso il prezzo fisso. In uno studio sulle località balneari di Sardegna, Sicilia, Corsica e Baleari, la maggior parte degli hotel fino a 3 stelle teneva lo stesso prezzo per tutto il periodo in cui si poteva prenotare; a cambiare i prezzi erano soprattutto i 4 e 5 stelle [1].

Sulla Riviera romagnola il quadro è simile. Su 880 hotel di Rimini, in quasi un caso su cinque il prezzo di una camera restava identico nei quindici giorni prima dell'arrivo [2]. Poco più a nord, a Bellaria-Igea Marina e nelle altre località turistiche italiane studiate dall'Università di Firenze, il revenue management è descritto come ancora in costruzione: lo segue soprattutto il direttore, e solo pochi hotel hanno una persona dedicata [3].

Allargando lo sguardo a tutta l'Italia, un'indagine su 248 hotel ha trovato modi di lavorare molto diversi da una struttura all'altra, che dipendono da categoria, dimensione, località e appartenenza a una catena. Gli autori parlano di una distanza ampia tra quello che la ricerca suggerisce e quello che gli hotel fanno davvero [4]. Non è una novità: già alla fine degli anni Novanta uno studio sugli hotel di Firenze descriveva gli ostacoli che le strutture piccole e medie incontrano nell'adottare questi metodi [5].

Anche nelle città, dove i prezzi cambiano più spesso, non sempre seguono una logica. In 357 hotel di Milano e Roma il prezzo dinamico è diffuso, ma spesso senza una direzione coerente man mano che si avvicina la data di arrivo [6].

Perché conviene far seguire i prezzi alla domanda

Il secondo dato è altrettanto chiaro: chi fa variare i prezzi seguendo la domanda incassa di più. Uno degli studi più citati ha analizzato 21.687 osservazioni di hotel in capitali europee. Gli hotel con prezzi più variabili ottengono ricavi più alti, e aiutano anche la scelta di chiudere alcune camere o tariffe nei momenti giusti e un buon punteggio nelle recensioni [7].

Quanto vale, in numeri? Nelle aziende che adottano il revenue management l'aumento tipico dei ricavi è tra il 2% e il 5% [8]. Nel gruppo Carlson Rezidor gli hotel che seguivano le indicazioni di prezzo del sistema incassavano dal 2% al 4% in più degli altri [9]; in InterContinental l'ottimizzazione dei prezzi in oltre 2.000 hotel ha portato 145 milioni di dollari di ricavi in più [10]. Sono però numeri di grandi catene, con software evoluti e personale dedicato.

E per un hotel indipendente? Gli studi sono meno, ma vanno nella stessa direzione. In Spagna tre hotel indipendenti, seguiti per tre anni, hanno visto crescere ricavi e ricavo per camera disponibile più dei concorrenti dopo aver abbandonato le fasce di prezzo fisse [11]. Per un 3 stelle di 19 camere, una simulazione stima circa il 4% di ricavi camere in più all'anno con poche regole semplici, una stima che gli stessi autori definiscono ottimistica [12]. In Italia, un'indagine sulle piccole e medie imprese turistiche ha mostrato che il revenue manager è utile anche nelle realtà più piccole [13], e una tesi di Ca' Foscari ha seguito passo passo l'introduzione di un software di revenue management in due hotel indipendenti di Venezia [14].

Per un hotel che parte da un listino fisso il margine da recuperare può essere più ampio di quello delle catene, che partono già da prezzi gestiti con metodo. Nessuno studio però lo misura con precisione, e per questo non diamo percentuali.

Un confronto con la pratica. Ad Albergo Rosa & Giovanna Rooms, a Caorle, gestito da Raffaele Panizzo dal 2018 al 2025, il ricavo per camera disponibile è cresciuto dell'82% e l'occupazione è passata dal 56% all'83%. Il risultato va nella stessa direzione degli studi, ma non si può confrontare con il 2–5% misurato nelle catene. Insieme alla gestione dei prezzi sono stati introdotti molti altri miglioramenti, tra cui il sistema di prenotazione diretta con pagamento automatico, e nello stesso periodo è cambiato anche il mercato. È un caso singolo, senza un gruppo di confronto: per questo non lo usiamo come prova degli effetti del solo revenue management. Il racconto completo è nella guida dedicata al caso di Caorle.

In bassa stagione: riempire conta più dello sconto

Per un hotel stagionale l'inizio e la fine della stagione sono spesso i periodi più difficili. Gli studi dicono che qui il revenue management aiuta soprattutto a riempire le camere, più che ad alzare il prezzo medio. In hotel di catena dell'Andalusia, chi usava un software di revenue management aveva un vantaggio soprattutto nell'occupazione, in particolare in bassa stagione; nel periodo di crisi studiato, però, non si è visto un aumento significativo del ricavo per camera disponibile [15].

In due resort di Maiorca la domanda di bassa stagione reagiva poco al prezzo: abbassarlo, da solo, portava pochi clienti in più [16]. Anche negli hotel costieri di Cagliari, dove la domanda è instabile e legata alla stagione, le politiche di prezzo sono considerate una leva strategica [17].

Il messaggio pratico, per come lo leggiamo noi: nei periodi deboli lo sconto non basta. Serve creare domanda, con proposte pensate per chi viaggia in quei periodi e con la visibilità giusta.

In alta stagione: il rischio di vendere troppo basso

A luglio e agosto il problema si capovolge. La domanda c'è comunque, e un prezzo troppo basso lascia soldi sul tavolo. In un hotel 5 stelle all inclusive in Turchia, il confronto tra i prezzi praticati e quanto gli ospiti erano disposti a pagare indica una perdita potenziale fino al 35–40% dei ricavi camere nei due mesi di punta [18]. È un caso singolo e molto diverso da un hotel dell'Adriatico, ma mostra dove si concentra il rischio.

Un esempio più vicino arriva da Rimini. Quando le previsioni meteo escludevano la pioggia, i prezzi pubblicati salivano in media di circa il 3,5%, e a reagire di più erano i 4 e 5 stelle, quelli con più capacità di gestire i prezzi [2]. Chi tiene il prezzo fermo, queste occasioni non le coglie.

A Venezia, uno studio dell'Università di Bologna su 102 hotel e oltre 676.000 prezzi pubblicati ha confrontato hotel grandi e piccoli [19]. Nei giorni di maggiore domanda i grandi hotel alzano il prezzo, mentre i piccoli, fino a 27 camere, tendono a scontare per riempire. E nei piccoli la qualità pesa sul prezzo circa la metà che nei grandi: detto in altre parole, un piccolo hotel curato spesso non si fa pagare quanto vale.

Un altro errore frequente è copiare i vicini. Su sette resort 4 stelle spagnoli, anche hotel della stessa località avrebbero bisogno di prezzi costruiti sulle proprie caratteristiche e sui propri clienti, ma nella pratica tendono ad applicare politiche simili [20].

Sotto data: lo sconto dell'ultimo minuto

Quando mancano pochi giorni all'arrivo e le camere sono ancora libere, la tentazione è abbassare il prezzo. Gli studi italiani mostrano che i piccoli hotel indipendenti lo fanno spesso. A Venezia, nei piccoli hotel il legame tra qualità e prezzo quasi sparisce sotto data, proprio per il ricorso agli sconti dell'ultimo minuto [19]. Nella stessa città, la pressione dei concorrenti vicini sui prezzi è risultata più forte proprio sotto data e molto in anticipo [21].

A Milano, un'analisi su sei hotel ha trovato che diversi indipendenti 3 stelle partono con prezzi alti e poi scontano sotto data, mentre gli hotel più grandi adeguano i prezzi in modo più dinamico e le catene li tengono più coerenti nel tempo [22]. E durante le fiere milanesi, gli hotel di fascia più bassa mostrano spesso prezzi che scendono man mano che si avvicina l'arrivo [6].

Lo sconto dell'ultimo minuto, di solito, è il segnale di un prezzo di partenza sbagliato. E ha un costo nascosto: chi ha prenotato prima, pagando di più, se ne accorge.

Come l'ospite legge i prezzi

C'è chi teme che i prezzi che cambiano infastidiscano gli ospiti. Uno studio su 995 hotel di 24 città italiane, tra mare, montagna e città d'arte, ha misurato proprio questo [23]. Gli ospiti percepiscono come meno equi i prezzi che variano molto, ma a pesare sono soprattutto le differenze tra settimane di soggiorno e tra tipologie di camera. I cambi di prezzo durante il periodo di prenotazione, invece, non risultano legati a un calo dell'equità percepita.

Il prezzo dinamico, quindi, non è un problema in sé. Lo diventa quando l'ospite non capisce perché una settimana costa più di un'altra, o che cosa cambia tra una camera e l'altra. Va costruito con una logica e presentato con chiarezza.

Prezzo e reputazione, poi, si sostengono a vicenda: anche lo studio sulle capitali europee trova un effetto positivo del punteggio delle recensioni sui ricavi [7]. Ospiti soddisfatti e recensioni migliori, nel tempo, permettono prezzi più alti.

Cosa significa per un hotel indipendente dell'Alto Adriatico

Gli studi indicano dove un hotel indipendente lascia ricavi sul tavolo. Ecco come lavoriamo con i nostri clienti per recuperarli. Non promettiamo percentuali: il risultato dipende dal punto di partenza di ogni struttura.

Contro il listino fisso

Prezzi decisi sull'occupazione, non sul calendario

Non conta l'etichetta di alta o bassa stagione, ma quanto ogni data si sta riempiendo: un fine settimana di maggio che si riempie in fretta merita un prezzo diverso da un martedì di luglio che resta vuoto. È la risposta al prezzo fisso che gli studi trovano ancora diffuso negli hotel italiani [1, 2].

Il prezzo minimo

Un pavimento calcolato, non stimato

Sotto una certa cifra vendere una camera fa perdere soldi; sopra quella cifra, una camera venduta rende più di una camera vuota. Il prezzo minimo si calcola sui costi variabili del singolo hotel, come spieghiamo nella guida sui costi fissi e variabili.

Due obiettivi

Creare domanda nei periodi deboli, alzare il prezzo nei picchi

Nei periodi deboli il prezzo serve a riempire, a raccogliere recensioni e a farsi vedere; nei periodi forti a far salire il ricavo medio a gradini, man mano che le camere si riempiono. Lo stesso hotel ha bisogno di due comportamenti di prezzo nello stesso anno [15, 19].

Sotto data

Niente ribassi dell'ultimo minuto come abitudine

Meglio correggere la curva dei prezzi per tempo che rincorrere le camere vuote negli ultimi giorni: è proprio l'abitudine che gli studi su Venezia e Milano trovano nei piccoli indipendenti [19, 22].

Valore percepito

Far pesare la qualità nel prezzo

Un piccolo hotel curato può chiedere di più quando la domanda c'è, invece di allinearsi ai vicini. Prezzi costruiti sulle caratteristiche e sui clienti della struttura, non copiati dalla concorrenza [19, 20].

Chiarezza

Prezzi che l'ospite capisce

Le differenze tra settimane e tra tipologie di camera vanno costruite con una logica e spiegate: che cosa cambia tra una camera e l'altra, perché un periodo costa di più [23]. Conta anche come il prezzo si legge: le cifre finali, il confronto tra le tipologie, l'effetto degli sconti sulla qualità percepita.

Reputazione

Le recensioni fanno parte del prezzo

Occupazione e ospiti soddisfatti migliorano recensioni e posizione sui portali, e questo permette prezzi più alti negli anni successivi [7].

Vendita diretta

Più prenotazioni dirette

Un sito con motore di prenotazione e pagamento online permette di trattenere più margine per camera e di tenere prezzi coerenti tra i canali di vendita. Ne parliamo nella guida sulle prenotazioni dirette.

Metodo e continuità

Decisioni sui dati, ogni giorno

Gli hotel italiani applicano il revenue management in modi molto diversi e lontani da quanto indica la ricerca [4]. Colmare questa distanza con controlli quotidiani, il motivo di ogni modifica di prezzo e un report mensile è il lavoro che facciamo con i nostri clienti. Lo spieghiamo nella guida sul presidio continuativo.

Le fonti

Qui trovi prima le 23 fonti citate nel testo, nell'ordine in cui compaiono, e poi gli altri 22 studi che abbiamo esaminato, con il motivo per cui non li citiamo. L'etichetta Italia indica gli studi con dati su hotel o località italiane. Le sintesi sono nostre: per i dettagli rimandiamo ai testi originali.

Fonti citate nel testo (23)

  1. Melis G., Piga C.A. (2017). Are all online hotel prices created dynamic? An empirical assessment. International Journal of Hospitality Management, 67, 163–173. Italia Apri la fonte
  2. Figini P., Cicognani S., Zirulia L. (2023). Booking in the Rain. Testing the Impact of Public Information on Prices. Italian Economic Journal, 9, 1329–1364. Italia Apri la fonte
  3. Varra L., Rossi C. (2019). Role and Activities of Revenue Manager between Individual and Team Competencies: Empirical Evidence in a Tourist Destination. Journal of Service Science and Management, 12, 832–858; e contributo collegato Hotel Revenue Manager: role and competencies (2019). Italia Apri la fonte
  4. Ivanov S., Del Chiappa G., Heyes A. (2021). The research-practice gap in hotel revenue management: Insights from Italy. International Journal of Hospitality Management, 95, 102924. Italia Apri la fonte
  5. Luciani S. (1999). Implementing yield management in small and medium sized hotels: an investigation of obstacles and success factors in Florence hotels. International Journal of Hospitality Management, 18, 129–142. Italia
  6. Guizzardi A., Pons F.M.E., Ranieri E. (2017). Advance booking and hotel price variability online: Any opportunity for business customers? International Journal of Hospitality Management, 64, 85–93. Italia Apri la fonte
  7. Abrate G., Nicolau J.L., Viglia G. (2019). The impact of dynamic price variability on revenue maximization. Tourism Management, 74, 224–233. Apri la fonte
  8. Kimes S.E., Renaghan L.M. (2011). The Role of Space in Revenue Management. In: Revenue Management, Palgrave Macmillan. Apri la fonte
  9. Pekgün P. et al. (2013). Carlson Rezidor Hotel Group maximizes revenue through improved demand management and price optimization. Interfaces, 43(1), 21–36. Apri la fonte
  10. Koushik D., Higbie J.A., Eister C. (2012). Retail Price Optimization at InterContinental Hotels Group. Interfaces, 42(1), 45–57. Apri la fonte
  11. Farahat H. (2022). Revenue Management and Pricing in Hotel Industry: Analysing the Impact of Open Pricing on Hotels Revenue Performance. Tesi di dottorato, Universidad Rey Juan Carlos, Madrid. Apri la fonte
  12. Vaculčíková Z., Tučková Z., Dorková A. (2020). Implementation of yield management as a revenue-increasing tool: case study. Tourism and Hospitality International Journal, 14(1), 49–74. Apri la fonte
  13. Di Foggia G., Lazzarotti V. (2014). Assessing the link between revenue management and performance: insights from the Italian tourism industry. Measuring Business Excellence, 18(1), 55–65. Italia Apri la fonte
  14. Rado M. (2014). Analisi dell'introduzione di un Revenue Management System in una realtà alberghiera veneziana. Tesi di laurea magistrale, Università Ca' Foscari Venezia. Italia Apri la fonte
  15. Ortega B. (2016). Revenue management systems and hotel performance in the economic downturn. International Journal of Contemporary Hospitality Management, 28(4), 658–680. Versione preliminare (2013): hdl.handle.net/10630/5830. Apri la fonte
  16. Vives A., Jacob M., Aguiló E. (2019). Online hotel demand model and own-price elasticities: an empirical application in a mature resort destination. Tourism Economics, 25(5), 670–694. Apri la fonte
  17. Modica P.D., Landis C., Pavan A. (2009). Yield management and coastal hospitality industry demand. Università di Cagliari. Italia Apri la fonte
  18. Çolak O., Koşan L. (2021). Price Sensitivity Measurement: A Yield Management Approach. Istanbul Business Research, 50(1), 47–76. Apri la fonte
  19. Guizzardi A., Mariani M.M., Stacchini A. (2022). A temporal construal theory explanation of the price-quality relationship in online dynamic pricing. Journal of Business Research, 146, 32–44. Italia Apri la fonte
  20. Vives A., Jacob M. (2021). Dynamic pricing in different Spanish resort hotels. Tourism Economics, 27(2), 398–411. Apri la fonte
  21. Angelini G., Costa M., Guizzardi A. (2025). Agglomeration and competition dynamic effects on hotels pricing strategies in Venice. International Journal of Hospitality Management, 131, 104298. Italia Apri la fonte
  22. Guizzardi A., Ballestra L.V., D'Innocenzo E. (2024). Reverse engineering the last-minute on-line pricing practices: an application to hotels. Statistical Methods & Applications, 33(3), 943–971. Italia Apri la fonte
  23. Alderighi M., Nava C.R., Calabrese M., Christille J.-M., Salvemini C.B. (2022). Consumer perception of price fairness and dynamic pricing: Evidence from Booking.com. Journal of Business Research, 145, 769–783. Italia Apri la fonte

Altri studi esaminati (22)

Tesi di laurea e magistrali (10)

In gran parte rassegne teoriche o casi singoli: non aggiungono dati nuovi rispetto agli articoli citati nel testo.

  • Cester A. (2017). Possible conflicts and solutions between Revenue Management and Customer Relationship Management: The Venetian 4* hotels. Tesi magistrale, Università Ca' Foscari Venezia. Italia Apri la fonte
  • Bottari M.C. (2024). Revenue Management: strategia per la massimizzazione dei profitti. Tesi magistrale, Università Ca' Foscari Venezia. Apri la fonte
  • Sandonà J. (2025). Il Revenue management negli hotel. Tesi magistrale, Università Ca' Foscari Venezia. Apri la fonte
  • Lo Bosco V. (2025). Revenue management e strategie di prezzo nel settore alberghiero: una prospettiva teorica. Tesi di laurea, Università di Padova. Apri la fonte
  • Autore non indicato nella scheda online (2015). Revenue management tools for small hotels: in case of La Ripetta hotel. Tesi magistrale, Università di Pisa; relatore D. D'Amato. Italia Apri la fonte
  • Ferrari R. (anno non indicato). Il revenue management nel settore alberghiero: metodi di applicazione e tendenze innovative. Tesi di laurea, Università della Valle d'Aosta. Apri la fonte
  • Lasalandra A. (2014). Evolution of methods in hotel management and their consequences on hotels: a study on how hotels can increase their revenue as well as direct bookings. Tesi triennale, LUISS Guido Carli. Apri la fonte
  • Galanti F. (2012). Revenue e yield management nell'impresa alberghiera. Tesi triennale, LUISS Guido Carli. Italia Apri la fonte
  • Ferreira M. (2019). O impacto do revenue management no crescimento da hotelaria em Portugal. Tesi magistrale, Politécnico do Porto (ESHT). Apri la fonte
  • Marques G. (2023). A implementação de uma cultura de Revenue Management e o seu impacto na rentabilidade e crescimento numa unidade hoteleira em Portugal. Tesi magistrale, Universidade do Minho. Apri la fonte

Tesi di dottorato collegate ad articoli già citati (2)

Gli stessi risultati sono pubblicati negli articoli citati nel testo.

  • Lazzarotti V. (2014). Assessing the link between revenue management and performance: a cross country comparison of the hospitality industry. Tesi di dottorato, LIUC Università Carlo Cattaneo. Apri la fonte
  • Vives Maruffy A. (2019). Revenue management techniques in the resort hotel sector: segmentation, demand function estimation and optimal pricing. Tesi di dottorato, Universitat de les Illes Balears. Apri la fonte

Studi su temi non trattati in questa pagina (5)

Riguardano gli effetti del revenue management su un'intera destinazione o l'organizzazione del revenue management negli hotel americani. Li abbiamo lasciati fuori per restare sul singolo hotel indipendente.

  • Guizzardi A., Pons F.M.E., Angelini G., Ranieri E. (2021). Big data from dynamic pricing: A smart approach to tourism demand forecasting. International Journal of Forecasting, 37(3), 1049–1060. Apri la fonte
  • Piga C., Melis G. (2021). Identifying and measuring the impact of cultural events on hotels' performance. International Journal of Contemporary Hospitality Management, 33(4), 1194–1209. Apri la fonte
  • Kuokkanen H., Bouchon F. (2021). When team play matters: Building revenue management in tourism destinations. Tourism Economics, 27(2), 379–397. Apri la fonte
  • Altin M., Schwartz Z., Uysal M. (2017). “Where you do it” matters: The impact of hotels' revenue-management implementation strategies on performance. International Journal of Hospitality Management, 67, 46–52. Apri la fonte
  • Altin M. (2015). An Examination of the Link between RM Implementation Strategies and Performance. Tesi di dottorato, Virginia Tech (USA). Apri la fonte

Casi pubblicati da fornitori o realizzati con loro (5)

Riportano spesso aumenti dei ricavi elevati, ma non sono stati verificati da ricercatori indipendenti: per questo non li usiamo nelle conclusioni.

  • Müller S., Heim N., Lenggenhager V. (2023). Studio della ZHAW School of Management and Law (Svizzera) sugli effetti del prezzo dinamico con il software RoomPriceGenie, pubblicato sul sito del fornitore. Apri la fonte
  • RoomPriceGenie, fornitore di software (anno non indicato). Studio interno sul ritorno dell'investimento su 567 hotel. Apri la fonte
  • Smartness, fornitore di software (anno non indicato). Caso Hotel Nizza, Rimini. Italia Apri la fonte
  • IDeaS, fornitore di software (2023). Caso Plava Laguna, pubblicato su Hotel Tech Report. Apri la fonte
  • Migis Hotel Group, società di consulenza (2021). Revenue Management Case Study: Seasonal Lodging Business. Apri la fonte

Dalla ricerca alla pratica

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